Accorciamo le distanze

Che strano a pensarci… viviamo in un mondo che per certi aspetti è raccolto e vicino, mentre per altri è decisamente dispersivo e lontano… una bella contraddizione, ma del resto ne vediamo tante in questi tempi grandiosi e balordi!

Pensando a ciò, per analogia, mi sono venuti in mente i nostri amici del Perù… e mi son detta: “ACCORCIAMO LE DISTANZE!” Voglio dire, per noi che abbiamo scelto di dare il nostro piccolo contributo per loro, non sarebbe bello vivere questo percorso di solidarietà, non tanto come uno slancio della nostra generosità, ma come un impegno alla vicinanza che nasca dal desiderio e -  perché no – anche dalla curiosità di conoscere nuove persone, culture diverse dalle nostre, modi di pensare, mangiare, dormire sconosciuti? In questo tempo di solitudini coabitanti, quindi, apriamo i nostri orizzonti mentali e non solo i portafogli… scopriamo il gusto di condividere del nostro e metterlo a disposizione dell’altro, piuttosto che regalarlo e basta - fosse anche moltissimo - “lanciandolo” lontano, in modo distratto e frettoloso (…o freddoloso!), senza che ciò implichi un reale cambiamento in noi. La condivisione, infatti, a differenza del dono, implica una vicinanza, una conoscenza diretta, implica gesti di modifica delle abitudini, piccole conversioni del quotidiano, nei nostri comportamenti come nelle nostre relazioni.

La differenza può sembrare minima, ma non lo è e credo che ognuno di noi lo possa sperimentare. Che ne dite, vogliamo impegnarci in questo tipo di allenamento alternativo? Magari sarà più scomodo e faticoso, ma forse può essere uno strumento efficace per preservarci dall’imminente “era glaciale”! (…perché, a dispetto del surriscaldamento del globo terrestre, il vero pericolo per l’umanità è la sua definitiva “ibernazione”…e ci risiamo con le contraddizioni!)

Monica e Poldo

“Trovare il tempo di essere amico; è la strada della felicità”

Madre Teresa di Calcutta

 

 

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