Progetti di sviluppo in Perù: i casi di Huaycan e Huancayo

CARITAS/MIGRANTES

America Latina - Italia

Vecchi e nuovi migranti

 

*PROGETTI DI SVILUPPO BENI COMUNI DELLA COMUNITA’

La Fondazione Solidarietà CDLS a Huaycan e a Huancayo - Perù

di Franco Bentivogli

 

Il Perù è noto in tutto il mondo per le sue impareggiabili bellezze naturali, la sua storia antica, la spietata colonizzazione spagnola del 1500. E oggi è noto in Italia anche per i circa 80.000 peruviani e peruviane che svolgono il loro prezioso lavoro in gran parte all’interno delle famiglie italiane. Molto meno per la grande dignità del suo popolo, pur nelle drammatiche condizioni economiche e per quello che è stato chiamato “l’oro del Perù”, cioè la straordinaria solidarietà dei poveri.

Alcuni dati: il 53,1%[1] della popolazione vive sotto la soglia della povertà; 1,2 milioni di peruviani vivono con meno di un dollaro il  giorno e 2,8 milioni vivono con meno di 2 dollari a giorno. Le disuguaglianze sono tra le più alte del mondo: il 10% più povero della popolazione consuma appena l’1,3% del reddito, mentre il 10% più ricco consuma il 56,7% del reddito.

Il lavoro è prevalentemente informale: il 56% in settori diversi dall’agricoltura. Il 70% delle donne lavoratrici sono impiegate nel lavoro nero (bassi salari, assenza di contratti e di diritti previdenziali). Almeno il 12% delle persone sono malnutrite; i neonati sotto peso sono l’11% e quelli con meno di 5 anni, sono l’8%; bambini di statura troppo bassa inferiori ai 5 anni, 31%. Gravi mancanze dei servizi igienico sanitari e dell’acqua sia in termini di disponibilità che in termini di potabilità; la mortalità infantile nei bambini inferiori ai 5 anni è pari al 29xooo dei nati vivi. Scuola, sanità e maternità sono diritti con gravi limiti e difficilmente esigibili da parte dei poveri.

La situazione delle donne e dei bambini è particolarmente dura: una donna su tre è ragazza madre. La figura dell’uomo è largamente assente. Due terzi delle famiglie povere sono mantenute dalle donne.

Il Perù ha una popolazione giovanissima, quasi un terzo (31,8%) ha un’età inferiore ai 15 anni e solo il 5,6% ha più di 65 anni. Nelle aree povere, la popolazione inferiore ai 15 anni è di molto superiore alla media nazionale.

Le dinamiche demografiche e migratorie del Perù danno un’idea della difficile situazione. La popolazione è passata dai 10ml del 1960 ai quasi 29ml del 2008. La città di Lima aveva nel 1970 2ml di abitanti, nel 2008 ne ha poco meno di 8 ml. Il fenomeno delle migrazioni interne, dalle montagne e dalle campagne, verso le città è incontenibile ed è un fattore di permanente destabilizzazione. La popolazione urbana è attualmente pari il 75%. Milioni di migranti si concentrano o in zone degradate delle città dove in 15-20 metri si concentrano famiglie di 7-8 persone, o, prevalentemente alla periferia delle città, in nuove aree, di terreni incolti e spesso incoltivabili, occupate dai migranti. Nascono i Pueblos Jovenes, immense baraccopoli che si formano con capanne di paglia, in contesti contrassegnati dall’assenza dei servizi sociali essenziali, a partire dell’acqua potabile, dalle scuole, dai servizi sanitari; si costituiscono i comedores (mense collettive autogestite) e lentamente le capanne di paglia si trasformano in capanne di legno, di fango, di cartone (dipende dalle zone) e poi, un pò alla volta, in muratura povera e perennemente incompiute.

Nelle baraccopoli, le condizioni di vita sono estremamente degradate. Stracolme di bambini e ragazzi, prive dei servizi primari,  per molte famiglie ciò si traduce anche in separazioni, abbandoni, violenze sulle donne e sui bambini. Proliferano, inoltre, forme diffuse di devianza giovanile (droga, microcriminalità, prostituzione, ecc.). Si sperimenta, concretamente, l’assenza dei diritti civili.

In un simile contesto, le possibilità dei ragazzi appartenenti alle famiglie povere (che sono la stragrande maggioranza della popolazione) di completare la scuola dell’obbligo, di diplomarsi o laurearsi, sono inesistenti (inoltre le scuole sono di livello qualitativo molto diverso in relazione ai contesti socioeconomici).

Il limite all’accesso agli studi superiori riduce inoltre le possibilità di cambiamento e di mobilità sociale dal basso verso all’alto, impedisce il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza, limita le opportunità di promozione sociale, di partecipazione e organizzazione politica e sindacale, perpetuando l’attuale stratificazione di potere, di cultura, di concentrazione della ricchezza in poche mani e sempre in quelle.

I progetti di solidarietà della Fondazione Solidarietà di San Marino e del gruppo di sostegno italiano, sono stati ispirati da questa situazione, dagli incontri con gli abitanti di queste comunità e dalla lettura che ci hanno aiutato a fare due eccezionali testimoni che diventeranno i Referenti il loco dei Progetti: Suor Goretta Favero (in Perù dal 1980), per Huaycan, giovane comunità sull’arida montagna - dove non piove mai - che costeggia la caretera central che da Lima porta alle Ande, e Padre Gaspare Margottini (in Perù dal 1985) dove è parroco a Ocopilla, alla periferia povera di Huancayo, sulle Ande, a 3.250 m. sm.

 

In sintesi - come diceva Gandhi - abbiamo pensato ai più poveri dei poveri e ci siamo chiesti se la nostra decisione li avrebbe resi un po’ più padroni del proprio destino.

1. Il primo progetto fu un Corso di formazione che mise insieme oltre 30 ragazze e ragazzi di Huaycan e Huancayo che collaboravano con s. Goretta e p. Gaspare nelle loro attività nella cura dei bambini nella promozione della salute a Huaycan e nelle attività formative e sociali nella parrocchia di p. Gaspare.  L’obiettivo del corso era quello di dare consistenza e spessore all’impegno sociale (associazionismo, cooperazione, sindacato), capace di suscitare iniziative, promuovere e gestire i progetti da protagonisti della vita sociale ed economica della loro comunità. La passione e l’impegno di tutti i partecipanti al corso furono sorprendenti, dalla presa di coscienza degli spazi di iniziativa comunitaria, alla riflessione matura sul lavoro svolto, alla relazione che si era aperta tra la Fondazione Solidarietà CDLS e loro, di sostegno serio e continuativo ai progetti, lontano da logiche sia paternalistiche che assistenzialistiche. Il corso servì moltissimo anche ad amalgamare i gruppi di Huaycan e Huancayo, scambi d’esperienze, sinergie, accumunati da questo senso di speranza, che apriva un cammino di piccoli passi che si stavano realizzando, rendendo più matura e responsabile la partecipazione alle attività nella parrocchia, nel quartiere, nella comunità.

In seguito i ragazzi di Huancayo, partecipanti al corso, hanno gestito numerose attività negli ambiti del lavoro, dell’educazione e della salute.

La realizzazione e la gestione dei progetti hanno attivato processi culturali e politici, di responsabilità, di lavoro, di organizzazione, partendo soprattutto dalle donne e dai giovani come risorse primarie fondamentali per lo sviluppo comunitario e il cambiamento promuovendo quella infrastrutturazione sociale che è alla base di ogni  duraturo sviluppo.

In particolare, è stata sorprendente la risposta delle donne, che sono l’anima di questa società, soprattutto nei quartieri poveri. Basti pensare all’esperienza delle promotrici di salute, alla gestione dei doposcuola, ai comedores, alla capacità di organizzare e autogestire. Il ruolo della donna peruviana è centrale nell’organizzazione della vita familiare, sociale ed economica.

2. Le due comunità dei progetti: Huancayo, città delle Ande peruviane, 3500m, Parrocchia di San Francisco di Ocopilla (quartiere povero della città), a 300km da lima che si raggiunge in autobus in 5-7 ore di viaggio; Huaycan, a 18 km. da Lima, è una baraccopoli sulle pendici di montagne polverose, dove non piove mai (l’acqua, non potabile, viene portare periodicamente con autobotti), costituita dalle migrazioni interne, con molta mobilità, estrema povertà e assenza o carenza delle istituzioni pubbliche (150.000 abitanti). I referenti delle due comunità per i progetti sostenuti dalla Fondazione Solidarietà cooperano tra loro.

3. I Progetti sostenuti dalla Fondazione Solidarietà nelle due comunità hanno come riferimento prioritario i problemi del “diritto allo studio”, rispetto al quale i poveri sono molto penalizzati e perpetuamente marginalizzati e la tutela della salute, insufficientemente considerata dai programmi pubblici e quindi problema gravissimo, per i bambini, fortemente a rischio per le carenze alimentari, igieniche, abitative e l’assenza dell’acqua potabile. Scopo dei progetti è quello di intervenire su questi punti critici, rompendo situazioni cristallizzate e di immobilità sociale, favorendo il cambiamento, lo  sviluppo  sociale delle comunità, costruendo e gestendo strumenti e servizi come beni comuni, come l’istruzione (il progetto si chiama “La povertà si combatte studiando”, la salute, il lavoro, la partecipazione sociale, come obiettivi comunitari.

4. I Progetti:

a) il doposcuola. Il progetto si modella sul sistema pubblico (scuola primaria, dai 6 agli undici anni, durata 6 anni; la scuola secondaria per i 5 anni successivi, terminata la secondaria si può accedere alle Università o altri istituti superiori previo esame di ammissione che presenta diverse difficoltà e costi in base all’università o istituto che si vuole frequentare). Come quasi tutti i diritti universalistici del Perù proclamati dalle leggi (scuola, salute, infanzia, maternità), nella pratica, sia per l’insufficienza dei servizi pubblici in generale, sia per la difficile accessibilità per le famiglie povere che sono più del 53% della popolazione, i risultati dell’insegnamento sono problematici a tutti i livelli e l’accesso agli istituti superiori è reso difficoltoso dall’estrema povertà delle famiglie, la pratica del lavoro minorile, i costi e le oggettive difficoltà di superare l’esame di ammissione. Infatti, sono molto rari i provenienti da famiglie povere che riescono a superarli.

Sia a Huancayo che a Huaycan si è dato vita al doposcuola per la primaria, modellandoli sulle realtà locali delle due comunità.

I doposcuola svolgono un ruolo importante per la loro qualità, essendo dotati di un corpo d’insegnanti molto qualificati. A Huancayo ora 280 bambini della primaria frequentano il dopo scuola e 20 della secondaria. L’apertura ai ragazzi della secondaria è stato possibile con l’entrata in funzione del Centro di Formazione “Maurizio Polverari” con spazi adeguati per le lezioni, i servizi igienici e la ricreazione. A tutti i Bambini è garantita la tutela della salute, favorendo l’incontro coi servizi pubblici e attraverso il Botiquines parrocchiale (Progetto per la tutela della salute) che svolge attività ambulatoriale  e domiciliare, medica e farmaceutica. I bambini usufruiscono di un piccolo pasto (300 al giorno), in attesa di costruire il comedor, adiacente alla scuola. I bambini sono impegnati anche durante le vacanze, con attività integrative utili, ricreative e sportive.

A Huaycan il doposcuola è frequentato da 200 bambini e bambine della sola scuola primaria con le stesse qualità di Huancayo e anche un servizio completo di mensa (200 pasti il giorno), grazie al comedor dotato di spazi e moderna cucina nel secondo edificio del progetto. La tutela sanitaria, medica e farmaceutica è assicurata con i servizi dei botiquines, il collegamento coi i servizi pubblici (vaccinazioni, ecc.) e il nuovo Centro di medicina integrale “Anna Margottini” dotato nuove specializzazioni nella tutela della salute.. Le nuove e moderne strutture scolastiche (Centro Polverari di Huancayo e Centro Anna Margottini di Huaycan) hanno favorito un notevole salto qualitativo grazie agli spazi, luminosità, bagni, docce, mensa, cucina, assenti nelle loro abitazioni.

L’attività delle scuole registra una forte partecipazione dei genitori dei bambini e degli adolescenti, favorisce i rapporti con le famiglie e tra le famiglie dei bambini e incoraggiano la partecipazione comunitaria. Nonostante l’ampliamento della capacità d’accoglienza, le richieste sono sempre superiori alla capacità di ricezione. Inoltre si pone il problema urgente dell’apertura del doposcuola anche per gli adolescenti dei 5 anni della scuola secondaria.

b)l’Accademia preuniversitaria. Questo tipo di scuola richiede insegnanti di alta professionalità e costi elevati, ma  è indispensabile ai ragazzi per superare l’esame di ammissione alle Università e agli istituti superiori. E’ questa una vera e propria barriera che esclude i poveri i quali sommano alla povertà, i limiti formativi della scuola primaria e secondaria che solo raramente gli consente di partecipare e ancor più raramente di superare l’esame.

A Huaycan, all’interno dei progetti della Fondazione Solidarietà per il diritto allo studio, si favorisce la partecipazione all’Accademia per gli esami di ammissione alle scuole superiori e università attraverso un sostegno economico anche totale ai costi dell’Accademia per i candidati selezionati. A Huancayo invece si è costituita l’Accademia pre-universitaria, fortemente voluta dai ragazzi della comunità, come occasione per il superamento di una strozzatura altrimenti insuperabile. Le iscrizioni ai corsi sono in continuo aumento (attualmente sono 150 ragazzi e ragazze l’anno). Il corpo insegnanti è costituito da professori universitari di alto livello. L’Accademia, costantemente perfezionata, negli anni d’attività ha visto aumentare il numero dei ragazzi e ragazze che hanno potuto accedere all’università. Gli studenti pagano una quota proporzionata al reddito famigliare, che va da zero Soles a cifre poco più che simboliche.

c)Borse di Studio per l’Università e le Scuole Superiori (Huancayo e Huaycan). Questo progetto riguarda ragazze e ragazzi per i quali la povertà delle famiglie, non gli consente di accedere all’università o alle scuole superiori. I beneficiari di borse di studio nelle due comunità di riferimento sono mediamente 40 giovani, con una prevalenza di ragazze, come pure tra i laureati. L’esperienza fin qui acquisita è stata molto positiva. I giovani coinvolti hanno dato ottimi risultati e hanno dimostrato che anche i figli dei poveri possono rompere il muro dell’esclusione ed essere un motivo di speranza. Rari sono i fallimenti, e, quando ci sono, sono dovuti all’improvviso aggravarsi delle situazioni famigliari. Le ragazze e ragazzi che beneficiano delle borse di studio, nel tempo disponibile, sono di aiuto alle attività dei progetti. Anche dopo aver ottenuto la laurea o il diploma, la maggior parte conserva un forte legame, disponibilità e motivazione alla cooperazione coi progetti delle comunità di provenienza.

Coloro che beneficiano delle borse di studio affrontano sacrifici incredibili  per non essere di peso alle famiglie e, anzi, cercano di contribuire al loro sostentamento per reagire ai colpi inferti dalla disoccupazione e delle malattie tutt’altro che eccezionali. La conoscenza diretta delle difficoltà incontrate da queste ragazze e ragazzi per essere d’aiuto alle famiglie è a dir poco commovente.

d)Corsi di disegno, taglio e cucito. Questo tipo di scuola è attiva sia a Huancayo che a Huaycan; sono riconosciute dallo stato e rilasciano regolare diploma. Questo riconoscimento obbliga all’assunzione di personale con specifici titoli di studio che comportano oneri maggiori rispetto altre attività. Le scuole mirano a favorire capacità professionali e imprenditoriali, sviluppando attività produttive elementari, con la prospettiva di realizzare nel medio termine l’autonomia economica. Lo sviluppo dell’imprenditorialità, ovviamente, presenta non pochi problemi. Attualmente i risultati sono molto positivi soprattutto nel Laboratorio di Huaycan.

e)Progetti salute, i botiquines e lo sviluppo della medicina naturale. I botiquines sono le strutture portanti del progetto salute. Si tratta una rete di presidi sanitari articolati nel territorio della baraccopoli, anche nei punti più impervi (12 a Huaycan e 1 a Ocopilla-Huancayo), aderenti alle necessità specifiche dell’ambiente. I 12 botiquines di Huaycan coprono un’area di 5 - 6000 persone, mentre il Botiquin parrocchiale di Huancayo copre un’area di 700 famiglia con più di 2500 bambini.

I locali dove sono organizzati i Botiquines sono ricavati prevalentemente da capanne di legno, messe a disposizione dalle comunità, o spazi annessi alle chiesette o adiacenti a comedores (mense comunitarie) e altri costruiti e in fase di costruzione, in muratura.

I Botiquines funzionano grazie all’apporto qualificato di 40 promotrici di salute, una equipe di donne di Huaycan fortemente motivate nell’impegno sociale e sanitario comunitario, preparate e costantemente aggiornate con corsi specifici ed esperienza sul campo, con la guida di una coordinatrice e di Suor Goretta.  Esse coadiuvano inoltre i Medici, convenzionati col progetto, che operano nei botiquines.

Le Promotrici di salute fanno capo ai singoli botiquines di zona dove svolgono i servizi previsti, Ecco l’area dei servizi svolti: informazione alimentare, igienica e sanitaria, attività infermieristica e di primo soccorso, informazione, educazione e sostegno materno infantile, orientamento ai servizi socio sanitari esistenti, collaborazione col personale medico e i presidi sanitari esistenti, informazione e raccordo tra le comunità e le istituzioni pubbliche e del privato sociale per la salute, tutela dei diritti alla salute, visite a domicilio, cura e accompagnamento per gli affetti da malattie gravi (TBC, AIDS, Tumori, ecc.), formazione di una cultura della prevenzione delle principali malattie, della cura e della riabilitazione, accesso a medicinali a basso costo e/o gratuiti per i casi di povertà assoluta, favorire la conoscenza e l’uso delle medicine naturali, attività di riflessologia plantare, di riequilibrio energetico, di bio-salute, organizzazione di incontri specialistici con personale sanitario, sostenere la partecipazione e la responsabilità dei cittadini della comunità alle scelte che riguardano il bene della comunità stessa, diffondere materiali informativo che favorisca la consapevolezza e la cittadinanza attiva, organizzare momenti pubblici d’impegno comunitario per la salute, combattere con tutti mezzi, educativi e legali, la violenza contro le donne e contro i bambini, promuovere campagne di vaccinazioni, prevenzione del disagio e della devianza minorile.

Il sistema sanitario di Huaycan produce inoltre, in un apposito e qualificato laboratorio erboristico, prodotti di 30 formule da impiegare per le cure di numerose malattie nei botiquines di Huaycan e Huancayo.

I servizi prestati sono gratuiti per le persone prive di mezzi, altrimenti è prevista una partecipazione ai costi per i singoli servizi. Il principio della partecipazione alla spesa è condiviso, ma l’estrema povertà e la precarietà dei lavori restringono enormemente i margini per l’autofinanziamento anche perchè, nonostante la situazione di permanente emergenza sanitaria, le istituzioni pubbliche sono perennemente inadempienti e non sono prevedibili sensibili cambiamenti nel breve periodo.

Riassumendo, negli ultimi 12  mesi quasi duemila bambini hanno studiato, sono stati curati e nutriti; centocinquanta ragazzi, hanno frequentato i corsi della nostra Accademia pre-universitaria, per accedere all’Università; quaranta ragazze e ragazzi ricevono una borsa di studio per il conseguimento della laurea o di un diploma delle scuole superiori; oltre cento ragazze hanno frequentato corsi di disegno, taglio e cucito, apprestandosi a costruire progetti di piccola imprenditorialità; almeno 50 insegnanti, altamente qualificati, sono impegnati nei progetti didattici; oltre 40 promotrici di salute organizzano ed erogano servizi di cura, informazione e prevenzione dei problemi della salute per migliaia di cittadini poveri.

Infine, l’avvio, nel 2008, del Centro per la salute integrale, rafforza e alza il livello dell’intervento per la tutela specialistica della salute a Huaycan, mentre i costi subiranno una lievitazione per i costi fissi propri della nuova struttura.

 


 

[1] Tutti i dati sono tratti dal Rapporto UNDP 2007-2008

 

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