MAURIZIO POLVERARI

un sindacalista che ha dedicato la propria vita alla difesa dei più deboli

La raccolta fondi per la costruzione del Centro è stata organizzata da Franco Bentivogli insieme a Annamaria Marzano Polverari, vedova di Maurizio. La struttura porta infatti porta nome di “Centro Maurizio Polverari”, un sindacalista che ha dedicato la propria vita alla difesa dei più deboli. Maurizio Polverari è morto a 50 anni il venerdì santo del 1994. Di lui ha scritto un collega: “Maurizio, una persona autentica e buona, una testimonianza cristiana nell’impegno professionale e politico. Maurizio aveva scelto il lavoro nel sindacato per coerenza alle sue origini sociali ed ai valori della sua vita: non solo un lavoro, ma una militanza al servizio dei lavoratori e dei più deboli. Il “potere” fondato sulla vicinanza ai potenti, sull’appartenenza agli schieramenti, sul controllo di altri gli è stato estraneo, anzi ne ha diffidato. E’ stato un dirigente autorevole della Cisl  per il rigore dell’impegno intellettuale, per la qualità dei comportamenti umani e del suo stile di vita, per la dedizione alla “fatica” – così la chiamava – di pensare e scrivere, in gran parte senza apparire. Ha vissuto con grande passione le vicende della Cisl e del movimento sindacale, ma anche con grande distacco di chi cercava di percepire le ragioni essenziali e profonde degli avvenimenti, senza perdersi nel contingente e nei particolari. I valori, nella testimonianza di Maurizio si manifestavano con la semplicità e la coerenza di chi era personalmente impegnato in un cammino di fede, con una lettura di fede della realtà delle persone e degli avvenimenti sociali. E vi avvertivi sempre la tensione a ricomporre, nel primato dell’uomo intero e della coscienza, quanto dissociato nella persona e nel sociale. Aveva scelto uno stile di vita sobrio, in un mondo in cui purtroppo spesso i dirigenti sono molto attenti agli status symbol; nei rapporti personali era un uomo schietto.La sobrietà e la schiettezza di Maurizio avevano qualcosa di antico. Ricordo come ammirava ed amava il padre con la sua saggezza operaia. Lo sentivi attento e disposto all’ascolto; era alieno dalla polemica e dalla sopraffazione verbale; si concedeva la sottolineatura critica costruttiva, con la disposizione a discernere ed a far crescere ciò che unisce. Sentivi che potevi fidarti, ti comunicava serenità ed equilibrio. Non era competitivo. Collaborando con i potenti del sindacato e della politica, non ha certamente mai chiesto nulla per sé; era sorprendente la “meraviglia” che esprimeva quando riceveva un riconoscimento professionale, un atto di stima. Le sue scelte che si manifestano laicamente, in modo naturale e comune, pur cariche di “contraddizione” rispetto al mondo circostante, non le enunciava né le pretendeva da altri, semplicemente le testimoniava in un rapporto interiore con Dio.

Franco Bentivogli e Maurizio Polverari

 

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